Genius doctor: Black Belly Miss - 192
Traduttore: Drago
Genius Doctor: Black Belly Miss – Capitolo 192: “Devo Diventare Più Forte (2)”
“Quanto forte?” Chiese la ragazza, contemplando ancora il cielo notturno.
Jun Wu Yao rise, “Quando vuoi che sia forte?”
“Abbastanza forte da uccidere tutte queste persone, puoi farlo?” dopo quelle parole finalmente Jun Wu Xie si girò, nei suoi occhi lampeggiava una scintilla di determinazione.
Nessuno avrebbe compreso cosa aveva provato quando aveva visto gli sguardi di impotenza e disperazione di suo nonno e suo zio e nemmeno quando questo l’avesse ferita.
La sua famiglia non avrebbe dovuto vivere questa violazione.
Jun Wu Yao alzò un sopracciglio, questa era la prima volta che Jun Wu Xie gli chiedeva di uccidere qualcuno… ed era sorpreso. Aveva sempre pensato che questa ragazzina non fosse davvero interessata a lui.
“Qualunque cosa tu voglia, non c’è molto che possa fermarmi.” e sorrise maliziosamente.
“Vogliono qualcosa dalla famiglia Jun, ma se gliela consegnassi mio nonno e mio zio ne verrebbero distrutti.” Disse mordendosi le labbra. Non riusciva ancora a comprendere del tutto le emozioni coinvolte nelle relazioni tra le persone, ma poteva chiaramente sentire il dolore pungente che le proveniva dal cuore.
Lei non sapeva perché gli stesse raccontando tutto.
Quest’uomo era misterioso, pericoloso e selvaggio, ma in qualche modo aveva la sensazione che dovesse solo chiedere e lui lo avrebbe dato.
Questa inspiegabile fiducia la stava confondendo.
“Se non te la senti di dargliela… allora tienila.”, stanotte aveva visto una ragazza diversa dal solito. I suoi occhi mostravano confusione ma anche una miriade di altre emozioni, come se stesse pensando e imparando qualcosa contemporaneamente.
“L’altra fazione è troppo forte, molto più forte del Palazzo Lin. Se rifiutassimo, colpirebbero con violenza.” Jun Wu Xie era certa che il Palazzo Lin non fosse niente agli occhi del clan Qing Yun. Di fatto, non solo il Palazzo Lin, non avrebbero avuto problemi con l’intero Regno di Qi.
Poteva capirlo dal modo in cui Jiang Chen Qing aveva trattato Mo Qian Yuan, l’Imperatore del regno di Qi.
E ora cosa avrebbe dovuto fare? Alzarsi in segno di protesta oppure tremare nella sottomissione?
“Allora uccidili tutti.” La risata di Jun Wu Yao era quasi demoniaca, il suo tono di voce limpido faceva sembrare che uccidere delle persone gli importasse ben poco.
“Stai pensando se sopportare il dolore per evitare le pesanti ripercussioni che potrebbero scaturire da una ribellione?” le chiese, per tentare di rompere il suo silenzio.
Jun Wu Xie esitò ulteriormente, prima di annuire a pena.
Aveva agito in un certo modo con il precedente Imperatore e il Secondo Principe, visto che era sicura di estirpare del tutto il male alla radice, senza dover temere qualsiasi conseguenza. Ma ora non aveva la stessa sicurezza una volta percepito il potere del clan Qing Yun.
Non sarebbe stato difficile uccidere i delegati presenti nella Città Imperiale, ma le ripercussioni per loro vendetta sarebbero state ingestibili.
Jun Wu Yao si mosse fino ad affiancare Jun Wu Xie. Alzò la mano e la cinse sulle spalle, girandola verso di sé per poi guardarla dritta negli occhi appannati.
“Arrendersi sarà sempre la scelta dei deboli. Se ora rinunci, poi ti abituerai a rinunciare. Ma non te la senti di cedere terreno nemmeno un po’, vero?”
“Esatto.” la ragazza annuì. La famiglia Jun aveva sopportato troppo negli ultimi dieci anni e non voleva permettere che suo nonno e suo zio vivessero qualsiasi altra forma di oppressione. Forse consegnare la Giada dell’Anima avrebbe potuto dargli un po’ di pace temporanea, ma la fiducia che la famiglia Jun aveva ottenuto dalle persone dopo aver combattuto per il nuovo regime sarebbero state vane.
“Allora non arrenderti, io sono in debito con te, quindi… Usami in qualsiasi tu preferisca.” Jun Wu Yao le fece un largo sorriso e si inchinò prendendole le mani, per poi baciarle gentilmente.
“Se vuoi… io posso essere sia la lama da brandire contro i nemici che lo scudo per difenderti da loro, puoi scegliere di usarmi in qualsiasi modo e in qualsiasi momento tu voglia…”
Lei lo fissò dritto negli occhi, “Perché?” Non si dovevano più nulla, perché desiderava aiutarla così intensamente?