Codename Vestia - Capitolo 12
Traduzione: A_G_V – Check: SimoDrago
Codename Vestia – Capitolo 12
Doyeong guardò verso Camar con un paio di occhi chiari. Occhi impavidi, calmi e intensi.
Così lei inclinò la testa verso il suo collo. Il respiro che fuoriusciva dalle labbra dell’uomo era dolce.
Solleticava la sua pelle come la coda di una volpe. Era sempre stato difficile per via dei suoi sensi ultra sviluppati, ma ora erano più sensibili che mai, e le intorpidivano la schiena.
Le sue labbra toccarono il collo di Doyeong. La sua pelle era calda e soffice a causa del calore. Aveva del sudore leggermente amaro e il suo corpo profumava di legno.
Senza realizzarlo, Doyeong mormorò a bassa voce mentre lei gli leccava il collo.
“Non leccare.”
“Scusa…”
Mormorò lei in risposta, già distratta da leccarlo ancora una volta, cercando inavvertitamente di riguadagnare il suo appetito.
Ma questa volta non le disse niente. Rimase fermo posando le mani su un’asta di legno piazzata orizzontalmente dietro di lui.
Mentre Camar spingeva gradualmente il corpo verso di lui, non realizzò di essere seduta nello spazio tra le gambe di Doyeong.
Quando un dente gli rosicchiò il collo, tutto il corpo tremò enormemente.
La ragazza gli avvolse istintivamente le braccia attorno e lo tenne saldamente, proprio come un anaconda immobilizza la preda tra le proprie spire. Sentiva una ferma scapola nel palmo delle sue mani, poi sentì Doyeong fare un profondo respiro.
Mentre inalava profondamente, sentì il calore diffondersi dalle punte delle dita ai suoi piedi. Un fremito percorse tutto il suo corpo, mentre si sentiva venir bagnato da un liquido.
Piuttosto che passare per la gola, sembrava che il sangue venisse assorbito dall’intero corpo e che scomparisse appena toccata la sua bocca.
A un certo punto Doyeong mise una mano sulla testa della vampira
“Non colpire la mia testa.”
Camar prese il controllo della sua mente e parlò lentamente. Fece contatto oculare con lui. Sembrava stanco, ma ai suoi occhi, la vista di Camar sembrava brillare come un luccicante arcobaleno.
Un colore abbagliante lampeggiò nei suoi occhi.
“Tenente.”
Un respiro stranamente fragrante fluì attraverso le sue labbra tinte di rosso. Doveva esser stato l’odore del suo stesso sangue che veniva fuori come se fosse stato filtrato direttamente dal suo corpo.
Il corpo, che prima si era sentito come un ramo essiccato, ora aveva un bagliore roseo.
I vampiri che avevano finito il loro pasto non sembravano decadenti e inquietanti, come invece pensava. Lei era proprio come una bella perla del mare, con un delicato colore di vitalità. ‘Se potessi mettere le mie mani su quel bagliore…’
Inun attimo spostò di lato i capelli di Camar e la baciò. Lei non ne fu sorpresa e non resistette minimamente. Anzi, Gli avvolse le braccia attorno collo, come se stesse aspettando quel momento.
Non sapeva neanche cosa stava facendo ora ma non riusciva a fermarsi.
“Tenente… Umph…”
“Ritrai i canini.”
Le disse con il fiato sospeso… e la baciò ancora.
Questa volta fu molto gentile. Qualcuno avrebbe potuto pensare che sarebbe stato più intraprendente e violento basandosi sulla sua personalità ma mise le sue grandi mani intorno alle sue guance, aprì le sue labbra e inserì delicatamente la lingua.
A Camar non era familiare questa sensazione. Gli uomini che aveva incontrato finora erano stati così cortesi con lei e non l’avevano mai toccata. Era probabilmente perché erano uomini antichi e medievali con norme rigide, oppure semplicemente non lo avevano fatto.
“È perché rendi gli uomini impazienti. Per quanto suoni strano, quando ti ho vista, tutto ciò a cui potevo pensare era conquistarti subito.”
Daniel aveva detto così.
Daniel era un essere umano con cui aveva vissuto una volta, prima di venire su quest’isola. Dopo averla salvata dal venire linciata nel campo dagli uomini, aveva invitato Camar a casa sua anche se sapeva che non era umana e le aveva permesso di restare con lui per un po’.
Era un uomo a cui piacevano gli uomini, che è ciò che gli umani chiamano ‘gay’ da qualche tempo. Questo era il motivo per cui era stato linciato nel campo anche lui.
Camar, che aveva attraversato l’antica Grecia, dove l’omosessualità era piuttosto comune, non riusciva a capire perché fosse un problema anche se non erano affari suoi. Ma ad ogni modo, per quello, Daniel aveva costruito una casa lontano dal villaggio e viveva da solo.
Per questo era un ambiente ottimale per la permanenza di un vampiro.
Daniel era una persona con parecchia conoscenza per la sua giovane età, probabilmente per via delle molte sfide che la vita gli aveva presentato.
“Incontra qualcuno che sa come baciare gentilmente.” le diceva.
La lingua nella sua bocca era dolce. Sembrava una caramella soffice, quindi la succhiò un po’. Poi il corpo di Doyeong si irrigidì come fosse stato colpito e Camar, pensando che sembrasse meglio di quanto si aspettasse, lo fece ancora.
Improvvisamente lui, l’abbracciò forte. Le sue maniere gentili sembravano una bugia ma la sensazione che provava nel toccarla era stranamente buona. Voleva esserle più vicino.
Ma in un istante Doyeong riprese i sensi e si spinse via. Camar respirò tranquillamente. Aveva dimenticato di respirare così tanto che anche i polmoni della vampira rimasero senza fiato.
“Putain.”
Doyeong imprecò a bassa voce e provò ad alzarsi ma, per via della sua gamba, non ci riuscì senza supporto, così lei gli tese la mano di riflesso, per aiutarlo.
Anche in questa situazione, come uomo, fu emozionato.
Si asciugò la fronte e disse con tono afflitto.
“E se andassi avanti ora? Dovresti spingermi via.”
“Va bene se è Tenente.”
Era strano.
BADUMP
A quelle parole, il cuore di Doyeong accelerò. Ma nel momento seguente lei sorrise vivacemente e disse.
“Perché siamo amici.”
Doyeong ne rimase scioccato immediatamente e sentì il sangue corrergli alla testa.
“E baci tutti i tuoi amici? Non so da quale paese venga il tuo buon senso ma, baceresti anche una palla da pallavolo?”
Gli occhi di Camar si spalancarono per la sorpresa.
“Perché… Arrabbiato? E cos’è pallavolo? È un amico di Tenente?”
“Sì, è il mio miglior amico. Vai via, mocciosa!”
N/T: Ooookay, non so voi ma io voglio picchiarlo ora
***
Camar non si avvicinò fino a sera e guardò Doyeong solo da lontano, ma lui non le diede una sola occhiata.
“Questo… Tenente…”
Alla fine Camar parlò con esitazione.
“Non curerai… La ferita al collo?”
L’uomo la guardò con occhi freddi. ‘Giusto. È una vampira. Non importa quanto sia bella la sua pelle all’esterno, non importa quanti fiori mangi, una vampira è una vampira.’
Una vampira e un umano non potevano avere una relazione.
‘Il motivo? Pensaci. I vampiri sono robusti. Molto robusti. E non stiamo parlando solo di forza qui ma anche dell’intero corpo. Quindi cosa accade quando un umano e una vampira hanno una relazione… Lo lascerò alla vostra immaginazione.’
Per questo vampiri e umane era possibile ma non viceversa. Per quelli che sapevano qualcosa sui vampiri, era buonsenso.
Naturalmente Doyeong lo sapeva bene, ma non avrebbe mai pensato che un giorno sarebbe diventato un problema per lui.
No, non era ancora un problema. Questa era solo una delusione causata dall’essere una vittima della sindrome di Stoccolma. Lo aveva sentito con questa stupida vampira solo per un momento perché era sul punto di morte.
N/T: La sindrome di Stoccolma è, in parole povere, quando una vittima di sequestro, violenza, stupro o altri comportamenti simili finisce con il provare empatia, fiducia e perfino amore nei confronti dell’aggressore.
“Ti andrebbe di guarire la ferita?”
Chiese tranquillamente la vampira. Lui sospirò.
“Sì, per favore.”
Il volto di Camar si illuminò visto che Doyeong sembrava aver finalmente sbollito la sua rabbia. Per lei erano importanti I suoi sentimenti.
Poi lui le disse ad alta voce.
“Non fare quella faccia.”
“Quale faccia?”
Chiese Camar, dato che non lo sapeva davvero. L’uomo fece un lungo respiro e girò la testa.
“Dimenticalo.”
Dopo che la ferita venne curata, Doyeong si coricò sulla spiaggia. Proprio come il primo giorno in cui era arrivato sull’isola, le stelle brillavano come le luci su un albero di natale.
La ragazza si sedette al suo fianco.
Mentre ascoltava il suono delle onde che si infrangevano, Camar chiese improvvisamente.
“Perché i vampiri li chiamate ‘luax’?”
Visto che viveva solo su quest’isola, poteva non sapere come era buonsenso all’esterno.
“L’ultimo antenato comune.”
Le disse mentre scrutava il cielo.
In realtà tutti gli animali e le piante sulla terra hanno un antenato. È ipotetico naturalmente ma questo significa che gli umani, i pesci che mangiamo oggi e quell’erba appartenevano tutti a un’unica specie a un certo punto.
“Unica specie?”
Camar fu sorpresa da quest’informazione ec ome se non fosse abbastanza, Doyeong continuò a parlare.
“Umm. E animali per animali, piante per piante. E il nostro ultimo antenato comune, che esisteva nella sua forma prima che ognuno di noi prendesse la nostra forma attuale, viene chiamato “L’ultimo Universale Antenato (LUA).”
Le onde si infransero, le stelle brillarono e l’atmosfera divenne inutilmente romantica.
“Il virus X sconosciuto, che trasforma gli umani in vampiri è arrivato sulla terra molto prima di quanto pensiamo e si sono evoluti insieme fino a un certo punto, finché gli umani si sono divisi in umani e i vampiri in vampiri”
‘Naturalmente tutte queste sono quasi storie fantascientifiche dette agli scolari, però.’
“Quindi ho sentito che i vampiri vengono chiamati Luax aggiungendo la X del virus a LUA, l’ultimo antenato di cui abbiamo la stessa forma.
Camar si perse tra pensieri e chiese.
“Allora gli umani e i vampiri sono uguali?”
“Gli scolari dicono che sono come fratelli. Come gli Homo sapiens e i Neandertaliani.”
“Sapiens?”
Chiese Camar non conoscendo la parola.
“Il nome scientifico per l’essere umano. Significa ‘uomo saggio’ ma i vampiri vengono chiamati Homo vivens cioè ‘bevitore’.”
N/CH: quindi io sono un Homo vivens cervisia (bevitore di birra)
L’apparizione dell’Homo vivens che caccia l’Homo sapiens, che aveva per molto tempo regnato come sovrano sulla terra, era scioccante e meritatamente ostile. Ma apparentemente i due erano stati insieme su questo pianeta fin dall’inizio, a nostra insaputa.
Solo perché una stella non è visibile non significa che non esista.
“Allora non siamo mostri noi vampiri.”
Mormorò Camar. Doyeong abbassò il suo braccio e lo mise sul suo stomaco chiudendo gli occhi.
“È così che i vampiri erano chiamati e ora è solo una delle molte specie.”
Sdraiati fianco a fianco e parlando insieme si ricordava il periodo in cui era sdraiato a casa di sua nonna, sulle sponde del lago di Annecy.
In testa c’era suo zio Julien che leggeva un libro e suo padre Elio che camminava lì attorno con gambe eccezionalmente forti. Dal lato della cucina veniva la risata di sua madre mentre parlava con i suoi cugini.
Doyeong disse mentre chiudeva gli occhi.
“Camar. Anch’io ho una casa.”
Camar rispose tranquillamente.
“Lo so.”
Non solo lo sapeva, era ben conscia che c’era una famiglia che aspettava che loro figlio tornasse anche in questo momento, a differenza della sua famiglia che era già svanita senza lasciare tracce.
***
Camar sembrava un po’ confusa e quindi gli chiese.
“Tenente è un vampiro?”
“Di cosa stai parlando?”
Al suono improvviso, l’uomo smise di mangiare e alzò gli occhi. Poi lei parlò come se si stesse ancora chiedendo se sarebbe andato bene dirlo.
“Mangi come un vampiro.”
Doyeong ripensò alla notte scorsa e alla fine giunse alla conclusione che ora c’era solo una cosa che poteva fare. Guarire la gamba il prima possibile. Quindi decise di concentrarsi sul riottenerla il prima possibile.
E il solo modo per guarire senza medicine era mangiare e riposare bene.
“Sono solo affamato.”
“Ne vuoi ancora?”
Improvvisamente la fissò negli occhi e disse…