Codename Vestia - Capitolo 17
Traduzione: A_G_V – Check: SimoDrago
Codename Vestia – Capitolo 17
Camar lo seguì e chiese.
“Non è buio?”
“So la strada.”
Improvvisamente la ragazza fece un passo indietro. Era un movimento piuttosto innaturale quindi Doyeong si girò inconsciamente e vide che stava nascondendo qualcosa con i suoi piedi. Lui distolse lo sguardo fingendo di non averlo visto ma lo aveva visto chiaramente.
‘Orma.’
Come l’ultima volta, era l’impronta di un umano senza scarpe. Ora era chiaro che lei stesse nascondendo qualcuno.
Inoltre era un uomo.
L’ultima volta e anche questa volta, il proprietario dell’impronta era un uomo in termini di dimensioni. E quando pensava che poteva essere un uomo, iniziava ad arrabbiarsi.
‘È un amante o un marito?’
Ma se era così, non aveva senso per l’uomo lasciarlo da solo. A meno che avesse una mente aperta e non gli importasse di vedere la sua donna giocare con altri uomini. A meno che fosse un idiota.
‘Quindi perché lo stai nascondendo?’
L’avversario non aveva alcun motivo di nascondersi se era un vampiro. Quindi ci doveva essere un altro motivo per farlo. Non era semplicemente per passione.
Doyeong improvvisamente si guardò alle spalle e alzò un sopracciglio.
“Dove vuoi seguirmi?”
“Oh, scusa.”
Camar si scusò e face un passo indietro. Lui entrò nei cespugli sulla destra e si inoltrò ulteriormente. Lei urlò da lontano.
“Dove stai andando?”
“Ho paura che mi seguirai.”
“Non ti seguirò. È buio. Non allontanarti.”
L’uomo si guardò intorno in segreto ma non sentì alcuna presenza.
Dietro quell’oscurità vi era il segreto di Camar. Poteva sentirlo.
***
“Cosa stai facendo?”
Dopo la colazione, Camar chiese stregata mente lui stava impacchettando le cose in una borsa a tracolla.
“Vuoi andare ancora?”
Le rispose mentre indossava la borsa.
“Visto che non ho visto nulla ieri.”
Lei pensò a cosa fare per fermarlo e mormorò.
“Sono stanca…”
“Allora andrò da solo. Ormai la conosco la strada.”
Lei parlò velocemente come se non potesse pensare a una tale possibilità.
“Doyeong, da solo è pericoloso.”
“Posso occuparmi da solo di qualsiasi cosa.”
Allora la guardò attentamente e aggiunse.
“A meno che siano vampiri.”
Camar mise giù il cesto e disse.
“Sono preoccupata. Verrò con te.”
Lui scrollò le spalle.
“Come preferisci.”
Così i due tornarono nella foresta, come ieri.
Camminò intorno cercando tracce. Poi guardò lei che lo seguiva. Ieri era così strana ma oggi lo stava seguendo senza dire niente.
Si guardò avanti.
‘Deve aver detto all’uomo di cancellare le tracce.’
Dopo aver camminato per un po’, spinse via un ramo. Improvvisamente la vista si fece ampia e apparve una magnifica pianura. Dall’altro lato, all’orizzonte, poteva vedere un precipizio con una cascata.
“È la cascata dov’è caduto Doyeong.”
Disse lei indicandola mentre era al suo fianco.
Era più grande di quanto si aspettasse. Era così strano che lui, come essere umano, fosse sopravvissuto nonostante l’altezza. Forse era perché Camar lo aveva gettato bene.
“Non ci sono altri posti in cui andare.”
Lei allora lo guardò come se volesse tornare indietro. Lui camminò lungo il precipizio senza rispondere. Lo sguardo abbassato dal precipizio era serio. Era come un comandante che faceva un piano mentre esaminava il terreno.
La ragazza lo seguì e abbassò lo sguardo dal precipizio. Allora, improvvisamente, Doyeong si girò.
“Eh?”
“Camar.”
Le si avvicinò di due passi e parlò con tono serio. Il suono della cascata che cadeva distante era magnifico. Era come se gli occhi dell’uomo riflettessero i raggi del sole obliqui ed emanassero una soffice luce.
“Perché…?”
Sopraffatta da quegli occhi, lei chiese gentilmente e lui in risposta mise le mani sulle sue spalle.
Poi abbassò la sua testa e la baciò. Le sue labbra la toccarono gentilmente. Fu stordita per un momento ma velocemente chiuse gli occhi. Sperimentò uno strano avvenimento in cui il suono della cascata, che risuonava fragoroso come il cielo e la terra, scomparve gradualmente
Le sue labbra leggermente separate dalle sue. E mentre ancora annaspava, Doyeong mormorò.
“Camar, mi dispiace.”
Lei ne fu confusa e chiese inconsciamente.
“Per cosa…?”
“Devo sapere cosa stai nascondendo.”
Tak.
E d’un tratto la spinse via con tutta la sua forza. Lei spalancò gli occhi. Stando proprio sull’orlo del precipizio, iniziò a cadere.
D’altro canto, Doyeong si girò immediatamente e iniziò a correre. Era dispiaciuto ma questo era l’unico modo che aveva per allontanarsi da lei, anche solo per un momento. Se fosse stata umana, sarebbe stata sulla via per l’altro mondo, ma visto che era una vampira sarebbe stata bene.
Pak. Pasasakk.
Corse attraverso la foresta alla massima velocità superando foglie e rami. Sapeva dove andare perché aveva memorizzato la strada il più possibile andando avanti e indietro.
Dopo aver corso con tutto d’un fiato, apparve un ampio campo fiorito.
Questo era il confine. Il confine del limite in cui Doyeong poteva andare. Oltre questo posto vi era il segreto di Camar. Non si fermò e corse così velocemente da sentire il cuore pompargli sangue.
Oltre quello dei fiori, raggiunse un campo di cannee proprio quando stava per attraversarlo tutto, apparve improvvisamente qualcuno al suo fianco. Doyeong spalancò gli occhi.
“Cosa…!”
Era apparso dal nulla ma capì immediatamente che si trattava di un vampiro perché…
Doyeong abbassò subito la testa e L’uomo girò su sé stesso mentre la sua fredda gamba squarciava l’aria passando sopra di lui colpendo l’albero dietro al suo posto. L’albero esplose e volò via con uno scoppio.
Era ovvio che fosse un vampiro.
“Tora!”
Come se stesse cercando di raggiungerli, la voce di Camar risuonò da lontano.
Doyeong rotolò e si alzò. L’uomo lo guardò fra il canneto.
Era difficile descriverlo in una parola. La sua tonica pelle di rame, gli scuri capelli neri che gli raggiungevano il petto e alcune trecce sottili di fili colorati appesi ai lati dei suoi capelli lo facevano sembrare un nativo alla prima occhiata, ma ancora, sembrava una razza mista.
Era così bello che se Doyeong fosse stato una donna, sarebbe stato ipnotizzato per un momento.
Il suo corpo magro e muscoloso senza alcun grasso in vista, dava l’impressione che se Camar fosse il pinnacolo della bellezza femminile, questo sarebbe il pinnacolo della bellezza mascolina. I tatuaggi che scalavano le sue braccia e scomparivano dietro la sua schiena sembravano un capolavoro.
Ma Doyeong non voleva vedere il corpo di un uomo in questi dettagli a prescindere da quanto fosse fantastico.
Se solo l’uomo non avesse indossato un telo nero pieno di decorazioni intorno alla vita.
Aveva gli occhi rossi simili a una belva che aveva appena trovato un giocattolo.
Con i vampiri dagli occhi rossi, aveva dimenticato che stava sperimentando quanto potesse essere sfortunato in questi giorni.
“Ciao, Tora.”
Doyeong non era dell’umore per ridere, ma rise lo stesso.
“Penso che probabilmente tu mi conosca.”
Tora rimase leggermente in silenzio con un atteggiamento che sembrava anche educato.
“Naturalmente, Tenente.”
Era un inglese perfetto paragonato al suo aspetto che assomigliava a un nativo. Aveva ancora una buona pronuncia inglese. Anche se era vestito così, Doyeong sentiva che fosse in contatto con il mondo esterno.
Tora disse con un sorrisetto che avrebbe fatto battere il cuore di una donna.
“Mi dispiace ma non puoi procedere oltre.”
“Devi star nascondendo qualcosa dall’altra parte dell’isola.”
“Non avete tutti un po’ di privacy? Anch’io voglio proteggere la privacy di Matira.”
‘Matira…’
Si chiedeva se stesse parlando di Camar. Ma invece di chiedere, Doyeong guardò Tora dall’alto in basso e disse.
“Non so se è il momento giusto per dire qualcosa di simile ma parlare con lei mi fa sentire come se il mio cuore venisse squarciato.”
Tora sorrise.
“Matira parla fluentemente in satadi, latino, greco antico e parla anche piuttosto bene l’aramaico. Ma è un po’ debole con le lingue moderne.”
“So le altre, ma satadi…”
Tora disse come se fosse naturale.
“È la lingua della tribù satadi.”
“Non ne ho mai sentito parlare.”
“Naturalmente. Perché non è registrata. Le persone moderne non la conoscono.”
Doyeong realizzò qualcosa.
“Camar viene da lì?”
Il vampiro sorrise brillantemente.
“È molto chiaro, no?”
Nel momento seguente, rimase in piedi dietro Doyeong.
‘Troppo tardi!’
L’uomo ondeggiò un coltello alle spalle. Però Tora gli afferrò il braccio con facilità, lo bloccò e lo buttò in terra. Allora alzò velocemente la mano. Gli occhi rossi lampeggiavano come torce sotto un tramonto. Era il volto di una bestia i cui istinti di caccia si erano risvegliati.
“No!”
In quel momento, Camar, che era apparse tra le canne, corse verso di loro come un cavallo.
“Matira, è discesa…!”
Si sentì il suono di rotolamenti mentre Tora urlava sorpreso. Visto che era il peso di due vampiri, il suono fu come una pesante roccia che rotolava.
In ogni caso, Doyeong colse l’opportunità, si alzò immediatamente e iniziò a correre ancora attraverso le canne.
Sak. Sasasakk.
Sentì un suono seguirlo. Due vampiri questa volta. Era la peggior condizione possibile.
C’era un insolito rumore di ondeggiamento tra le canne. Doyeong immediatamente ondeggiò il coltello. Tora lo bloccò ancora.
Mentre girava in aria e atterrava come un acrobata, gli disse.
“Sei il primo umano che risponde alla mia velocità.”
“Non ignorare gli umani allenati.”
“Ti rispetto.”
Chajakk.
Ci fu nuovamente il suono oscillante delle canne. Questo campo era sorprendentemente vantaggioso per Doyeong, visto che bloccava la vista dei due vampiri con abilità fisiche superiori e lo informava delle loro posizioni.
L’uomo si girò e iniziò a correre.
Ma nel momento in cui le canne finirono, si ritrovò in un acquitrino. Ne fu sorpreso,
“Cosa…”
Sfortunatamente, un oggetto con un’accelerazione non poteva fermarsi immediatamente, quindi ci cadde dentro. mentre lui combatteva per riuscire a malapena a girarsi, Tora, che era in piedi al fianco dell’acquitrino, disse con volto felice.
“Se ascolterai tranquillamente, ti tirerò fuori.”
Per qualche motivo, lo aveva solo inseguito e attaccato di tanto in tanto mentre lo dirigeva verso l’acquitrino.
Il suo corpo affondò gradualmente. Di certo non avrebbe voluto morire affogato sul fondo di un acquitrino, sospirò e disse.
“Bene, ti ascolto.”
Allora, con volto trionfante, Il vampiro tirò fuori una canna lunga e la tese verso i lui, che la afferrò. Tora lo tirò con gran forza e tese in avanti l’altra mano. Doyeong la afferrò e si alzò.
Improvvisamente Tora trasalì e guardò Doyeong. C’era un coltello sotto le sue costole. In una direzione che si adattava alla trama cutanea del vampiro.
Doyeong disse con occhi scintillanti.
“Non respirare neanche.”
Ogni vampiro aveva differenti venature sulla sua pelle quindi anche se sembravano forti ad una prima occhiata, potevano comunque essere feriti se queste combaciavano con la trama.
N/T: pensatela come quando tagliate la carne di una bistecca, è più facile se attraversate le venature.
Il vampiro capì che aveva trovato la direzione delle sue vene era stata trovata quando aveva teso il braccio. L’angolo era così perfetto che sarebbe scivolato direttamente dentro con abbastanza forza, anche di un umano.
A quelpunto disse mentre guardava Doyeong sofficemente.
“Sei fantastico.”
“Dovresti essere spaventato.”
L’uomo spinse la lama un po’ più avanti.
“Come previsto…”
Mormorò Tora, poi lo calciò velocemente… Doyeong immediatamente si gettò di lato e il piede di Tora passò a malapena di fianco alla sua faccia.
“Non sei una persona ordinaria.”
Disseì con un sorrisetto per poi calciarlo ancora appena il suo piede atterrò. Quella era una velocità alla quale gli umani non dovrebbero essere in grado di reagire. Doyeong non poteva scappare questa volta.
Realizzò che Tora stava per metterlo fuori gioco.