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Codename Vestia - Capitolo 3

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Traduzione: A_G_V – Check: SimoDrago

Doyeong cadde nel mare con un grande splash.

Una volta caduto, realizzò che se non si fosse tuffato dall’aereo all’ultimo minuto, sarebbe morto.

Solitamente, quando la sessione di allenamento di caduta libera finiva, avrebbe scherzato con i suoi amici e fatto salti mortali però, al momento, l’impatto toccando l’acqua con il suo corpo spoglio senza un paracadute aveva fatto male come se fosse stato picchiato.

L’acqua era oscura come una bocca aperta dove non vi si poteva vedere il fondo.

Doyeong nuotò verso la superficie. Le manette che aveva abbandonato affondarono da sole nelle profondità del mare.

Splash.

Galleggiò sopra l’acqua.

“Putain!”

N/T: ovviamente significa ‘puttana’ in francese.

Appena respirò l’aria, insulti iniziarono a uscire.

“Sono quasi morto di paura!”

Non importava quanto spesso si fosse allenato nei tuffi, l’esperienza di saltare da un aereo che stava volando anormalmente con il suo corpo spoglio era un tale orrore che si era profondamente incastonato nel suo petto.

Dopo essersi finalmente calmato, Doyeong si pulì il volto e si guardò intorno. C’era solo il vasto mare. Non si era aspettato nient’altro ma sembrava che fosse davvero caduto in mezzo al mare.

Si guardò intorno. Vide la figura sfocata di un’isola all’orizzonte.

Pensò ‘È troppo lontana per nuotarci con il corpo spoglio.’

Ma anche così, doveva andare.

Doyeong era confidente di ogni aspetto delle sue abilità ma ciò in cui era più confidente erano le sue abilità di nuoto. Anche durante la Settimana Infernale poteva sopravvivere se la lezione era di nuoto.

Così iniziò a nuotare verso l’isola.

***

Doyeong risalì verso la spiaggia con le sue mani.

Si sentiva come se i suoi arti fossero rotti e i suoi polmoni scoppiassero.

Non importa quando fosse allenato, l’isola era più lontana di quanto sembrasse. Non sapeva quante volte si era fermato nel mezzo perché gli mancavano le energie. Comunque non era uno spreco chiamarlo membro delle forze speciali. Oltre a lui, solo alcuni vampiri sarebbero stati in grado di nuotare fino alla fine della pista più difficile sul terreno dall’allenamento.

“Putain de merde…”

N/T: ‘Porca puttana’ in francese.

Maledì e si distese sulla spiaggia. Prendeva avidamente respiro mentre guardava il sole cocente.

Chwaaa. Shwaaa.

Un’onda gentile arrivò e fluì sotto il suo corpo, quindi si ritirò e ripeté. Voleva addormentarsi così ma il suo corpo palpitante lo riportò alla realtà.

Doyeong si sedette con la parte superiore del corpo alzata. Il trasparente mare azzurro spingeva tranquillamente la sabbia bianca.

La foresta iniziava al confine della spiaggia e una grande montagna di pietra poteva essere vista sovrapporsi all’orizzonte sembrando come la schiena di un gigante dormiente.

L’isola sembrava più grande di quanto immaginava.

‘È probabilmente un’isola disabitata.’

Doyeong pensò all’ignoto con ansia. Allora improvvisamente esaminò le sue tasche.

Tirò fuori il suo polsino.

Sembrava che lo avesse rubato dalla Legione.

Aveva notato che lo Spetsnaz simile a un orso bruno lo aveva preso, quindi glielo aveva rubato in segreto.

Era originariamente suo quindi l’espressione rubato non era accurata. Ad ogni modo, Doyeong un tempo era conosciuto come un leggendario borseggiatore, un’abilità che aveva appreso da un membro della CMAT solo in caso potesse tornare utile.

Però il polsino era bloccato.

“Dannazione.”

Non importava quando lo scuotesse e colpisse, sembrava che la Legione lo avesse deliberatamente rotto. Ora era utile come una banale pietra.

Doyeong alzò gli occhi verso il cielo.

Dopo quanto successo, era impossibile che la CMAT scoprisse la sua posizione. Inoltre, chi avrebbe pensato di trovare lui, che era scomparso da Tripoli, nel mezzo dell’Oceano Pacifico?

Doyeong guardò il sole brillante e sospirò.

“Vivere profondamente nel cuore delle montagne.”

Comunque, ciò che il proverbio coreano non menzionava era che se venivi catturato nella tana della tigre senza motivo, ci sarebbe stato almeno un buco in cui potevi sopravvivere se mettevi correttamente in uso la testa. Per questo decise di esplorare l’isola prima.

Si alzò e indossò il polsino bloccato, così da non perderlo.

***

Non voleva ammetterlo ma fu comunque costretto ad ammettere la dura verità dato che prima avesse riconosciuto la situazione difficile, più facile sarebbe stato pensare alla prossima contromisura.

‘È un’isola disabitata.’

Non c’era traccia di umani qui.

Se fosse stato una persona normale, sarebbe stato difficili rimettersi in sesto iniziando dal momento in cui era arenato qui ma, fortunatamente, Doyeong era familiare con questo tipo di circostanze.

Suo padre, che era anch’esso un membro delle forze speciali, lo portava in viaggi di sopravvivenza nella natura fin da giovane età.

Inoltre, anche se il programma di formazione al reclutamento del CMAT sembrasse più conveniente, il BUD/S (Corso di formazione al reclutamento militare americano), che si diceva avesse il doppio di ritirati che candidati promossi, non lo faceva sentire troppo sconvolto da queste circostanze.

N/T: Il BUD/S è conosciuto per essere uno dei più duri e brutali regimi di addestramento militare di tutte le forze armate NATO e per avere un tasso di abbandono solitamente superiore all’80%.

Inoltre si allenava regolarmente nella giungla con solo un coltello e una piccola quantità di cibo.

Però non aveva neanche le preparazioni minime attualmente.

Doyeong spazzò via una foglia grande quanto una persona e uscì. Per un momento si dimenticò della sua situazione e ammirò lo scenario che si era rivelato di fronte a lui.

“Aaaah…”

Una cascata stava cadendo in mezzo a un lago con un raggio di circa 100 metri.

Un grande spruzzo si formava mentre l’enorme quantità di acqua cadente colpiva l’acqua sotto. C’erano anche spesse rocce coperte di muschio in molti punti intorno.

Con i grandi pilastri di legno collassati nell’acqua misteriosamente colorata che assomigliava a smeraldo sciolto, ‘maestoso’ era la sola parola che poteva descrivere la scena. L’odore dell’acqua, del suolo e della natura era ovunque.

N/CH: è il tipico odore che a volte si sente quando piove dopo un periodo di secca, un odore intenso e pungente che ci inonda i polmoni, simile a terra bagnata ma piacevole. Quest’odore ha un nome, ed è Petricore. Letteralmente è il profumo o l’odore della pioggia. Trova origine nella chimica, è un misto di odori creato da resine e olii vegetali silasciati sul suolo, sull’argilla e la Geosmina, che viene prodotta dai cianobatteri, il tutto “mosso” dalle gocce della pioggia viene rilasciato nell’atmosfera tramite aerosol ed arriva direttamente a noi.

Gush.

Un uccello sconosciuto volò sopra la sua testa. Doyeong alzò lo sguardo al cielo tra le foglie dorate.

Abbassò il suo sguardo nuovamente a terra. La riva del lago era piena di tutti i tipi di suoni della natura anche se era fermo. Non importava dove volgesse il suo sguardo, poteva essere usata la frase “una terra vergine che nessuno ha mai visitato”.

In realtà anche l’Amazzonia era stata toccata da molte persone ad eccezione della parte più profonda della giungla, così tanto che sembrava un parco a tema invece che una foresta pluviale naturale.

“A papà piacerebbe.”

Sentendosi in pace, Doyeong mormorò mentre camminava verso l’acqua. Allora si sedette in ginocchio e si tolse la maglietta. Era così sudata, sembrava che il sale sarebbe caduto da essa.

La lavò e la piegò, usandola attentamente per pulire le ferite sul suo volto. Era così doloroso che, senza realizzarlo, gemette.

“Che semplicità.”

Fortunatamente non c’era alcuna ferita aperta. Era in una situazione in cui non sapeva quando la squadra di soccorso sarebbe arrivata ma se ci fosse stata una ferita aperta da qualche parte avrebbe reso più difficile sopravvivere.

Doyeong fissò la cascata per un momento. I forti schizzi d’acqua dalla cascata che si scontrava con il lago la facevano sembrare come se ci fosse una nebbia bianca intorno.

Improvvisamente Doyeong si alzò e iniziò a slacciarsi i pantaloni. Allora si tolse i pantaloni ed entrò nell’acqua. Mentre si avvicinava, si tuffò di testa nel mezzo della cascata.

Il tempo passò. 1 minuto. 2 minuti…

Improvvisamente, un piede apparve dov’era Doyeong precedentemente.

La proprietaria del chiaro piede nudo si guardò intorno disorientata. Ma non importava dove guardava, Doyeong non era in vista.

Sapeva che gli umani non potevano immergersi per così tanto.

I piedi camminarono verso la cascata.

Fshwaaa…

Il suono dell’acqua che scrosciava era fragoroso. La cascata che cadeva nel lago smuoveva l’acqua verso la riva che portava a dove il piede aveva camminato e ricadeva nel lago immediatamente sotto.

I piedi si fecero strada attraverso l’acqua bassa e si avvicinò alla cascata. L’acqua trasparente turbinava intorno alle sue caviglie.

L’acqua cancellava qualsiasi odore e il suono dell’acqua cancellava qualsiasi presenza. Anche le sue orecchie sensibili non percepirono nessun segno.

Fu allora che, dal centro della cascata, apparve Doyeong. Afferrò la maglietta che teneva saldamente con entrambe le mani e la strinse attorno al suo collo.

“…!”

La donna afferrò istintivamente la maglietta che divenne solo più stretta intorno al suo collo mentre i secondi passavano. Poté a malapena stabilizzare il suo corpo.

“Chi sei?”

Urlò Doyeong. La sua voce a malapena udibile, affogata danel ruggito della cascata, ma i suoi occhi lampeggiavano di rabbia e la sua bocca sembrava star urlando.

Improvvisamente la donna si girò e afferrò Doyeong. Allo stesso tempo lo spinse indietro.

Era una forza inumanamente potente. Doyeong fu spinto impotentemente nello spazio vuoto scavato oltre la cascata. La sua schiena si scontrò contro il muro così duramente che il suo intero corpo tremò.

Kung.

Un rumore risuonò.

Però Doyeong non sentì alcun dolore questa volta. Si spinse contro il muro e alzò lo sguardo. Era una donna così bella che non sembrava un’umana di questa terra.

La donna era così bella che perse la testa per un momento.

Piuttosto che solo pallida e liscia, aveva una pelle irrealisticamente lucida, con i lunghi capelli neri bagnati che si attaccavano al suo corpo e i vividi occhi rosso rubino che lo fissavano.

Per un momento sembrò come se il tempo si fosse fermato.

Ma questo tipo di potere apparteneva solo ai vampiri.

Doyeong calciò la donna con tutta la sua forza. Lei barcollò per un momento, rilasciando la presa e cadendo nell’acqua mentre i suoi piedi scivolavano.

Non ci fu alcun suono della donna che cadeva nell’acqua a causa del rumore della cascata, quindi Doyeong si tuffò immediatamente. Nel mezzo del caos riuscì a vedere che la donna stava già nuotando via in lontananza.

Appena lei raggiunse la riva, si alzò e iniziò a correre. Doyeong la inseguì.

Le abilità fisiche di un vampiro erano molto superiori a quelle di un essere umano e, conoscendo bene il terreno circostante, correva ad un’incredibile velocità. Sapeva di non poter chiudere le distanze così.

Dopo un po’ di tempo la donna si fermò improvvisamente e si guardò indietro perché Doyeong non era più nel suo campo visivo e non poteva minimamente sentire la sua presenza.

“…?”

La donna esitò e guardò la strada che aveva già percorso.

In quel momento Doyeong, che saltò fuori dal cespuglio di fianco a lei, piombò su di lei con il suo corpo facendo aggrovigliare e rotolare a terra entrambi.

“Quindi, chi sei?”

Doyeong premette un coltello sul collo della donna e urlò.

“Cosa stai facendo qui? Qual è il tuo obiettivo?”

Aveva realizzato in un momento precedente che qualcuno lo stesse guardando.

La donna aveva seguito Doyeong per molto tempo. Non sapeva esattamente da quando ma ad un certo punto aveva semplicemente realizzato che qualcuno lo stava osservando in silenzio.

Aveva solo finto di non saperlo perché poteva venir attaccato immediatamente se l’altro gruppo avesse notato che lo aveva realizzato.

La donna stava indossando una maglietta molto logora. Una maglietta con “I ♡ NY” scritto sopra. Questa poteva sembrare divertente ad una prima occhiata ma significava che la donna veniva dall’esterno, non da qui.

In quel momento la donna portò le sue braccia a terra e simultaneamente girò il suo corpo usando solo la forza delle sue gambe. Non aveva ancora detto niente. Mentre le loro posizioni si invertivano, Doyeong cadde a terra di schiena. Grugnì ma immediatamente si girò.

Slam!

Il suono dei piedi della donna che colpiva il posto dov’era stato sdraiato Doyeong riverberò nel cielo.

Doyeong si alzò velocemente e allargò la distanza.

Un vampiro era comunque un vampiro.

No, sapeva intuitivamente che questa particolare vampira era ‘forte’. La vampira non aveva messo molta forza fino ad ora perché era conscia che lui fosse umano.

D’altro canto, la donna sembrava sorpresa.

[Lo ha evitato?]

Le sue parole vennero pronunciate in una lingua sconosciuta, che non aveva mai sentito.

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