Codename Vestia - Capitolo 4
Traduzione: A_G_V – Check: SimoDrago
[Lo ha evitato?]
Mormorò la donna in una lingua sconosciuta. Allora guardò Doyeong e prese velocemente un lungo ramo che era caduto a terra.
Doyeong strinse la sua mano intorno al coltello. Era la prima volta che si occupava di un vampiro mentre era nudo e senza armi da fuoco.
–letteralmente solo in un pezzo di biancheria intima–
ma non era come se avesse qualche opzione visto che l’altro lato aveva un’arma, anche se improvvisata.
La donna fece un passo avanti con il ramo dell’albero nelle sue mani che sfiorava la terra.
Kung!
“Cosa…”
Doyeong era stordito. Perché suona così quando sta semplicemente ondeggiando un ramo e non una spranga di ferro? Ma non ebbe alcun tempo per pensare superato quel punto.
Il ramo che era stato battuto a terra apparve davanti ai suoi occhi. Era evidente che avrebbe causato ferite anche se gli avesse solo sfiorato la pelle.
Doyeong, venendo preso dal suo istinto di sopravvivenza, si chinò all’indietro. Il ramo sferzò l’aria facendo un suono inquietante che sarebbe dovuto essere impossibile da fare. Quando lo evitò, la donna ne rimase sorpresa e spalancò gli occhi.
C’era un precipizio dietro, sarebbe stato possibile farla cadere se l’avesse spinta bene.
Questa volta ondeggiò il coltello. Lei lo bloccò con il suo braccio. Alzò lo sguardo e lo fissò con gli occhi rossi simili a fuochi. Allora afferrò il braccio di Doyeong e gli diede un calcio alla gamba.
Guaì letteralmente.
“…!”
Doyeong non imprecò nemmeno al dolore lancinante che scosse il suo corpo.
Ma ce la fece. Il dolore di questo momento è effimero se paragonato alla morte, la morte è eterna. Pensò Doyeong mentre mirava al collo della donna.
La donna doveva avergli rotto la gamba e guardò sorpresa Doyeong che non si fermò.
Ma non sembrava che volesse colpirlo nello stesso modo due volte. Gli occhi della vampira erano lì per un secondo e svanirono nel seguente.
Lei corse e lo afferrò improvvisamente, quindi girò intorno al suo corpo invertendo con successo le loro posizioni e allora lo lasciò andare.
“Putain…”
Mentre veniva spinto giù, Doyeong sputò gli insulti.
Il suo corpo iniziò a cadere dall’alto. Quindi iniziò ad annegare.
L’acqua era ferma come se il caos fosse una menzogna. Si sforzò per riprendere i sensi dato che aveva sbattuto la testa e gradualmente perse conoscenza. Stavo bene anche quando sono saltato da quell’altezza.
Non sapeva se fosse un confronto corretto ma pensava che questo caso fosse proprio come un telefono che stava bene dopo essere caduto molte volte da posti alti ma lo schermo si rompeva improvvisamente quando cadeva solo una volta dal tavolo.
‘Mi sono trasformato in cibo per pesci così.’
Una leggera ombra venne riflessa sulla superficie dell’acqua che stava fissando con espressione assente.
Kung.
E allora ci fu un rumore nel mondo sotterraneo come se ci fosse caduto dentro un oggetto pesante.
Dopo che le bolle si placarono, la donna si protese e iniziò a nuotare verso di lui. Dato che i vampiri erano comunque creature terrestri, non potevano respirare sott’acqua quindi il suo aspetto con le guance gonfie e la bocca chiusa gli pareva sciocco.
Sembrava che non si sarebbe trasformato in cibo per pesci ma per vampiri.
Con quello, Doyeong perse completamente i sensi.
***
Lei trascinò l’uomo a riva e lo distese sulla terra umida. Allora fece qualche passo indietro e si nascose sotto una grande foglia larga.
Lo guardò per un po’. Lui rimase semplicemente lì, disteso e ancora bagnato, non si mosse minimamente. Sembrava aver perso conoscenza. Era ovvio che i suoi muscoli fossero rilassati quindi non doveva essere una recita.
Quando era stata attaccata inaspettatamente, era stata così sorpresa perché l’uomo aveva realizzato che lo stava seguendo anche se lo aveva semplicemente guardato.
Così si avvicinò all’uomo cautamente. Poi girò il suo volto di lato e lo punzecchiò sulla guancia.
“Umm…”
L’uomo inconsciamente girò la testa di fronte facendo disperdere le gocce d’acqua sul suo volto come un banco di pesci spaventati.
Così guardò l’uomo più attentamente. Non sembrava familiare. Il suo volto era bello come quello di una donna ma il suo corpo era sviluppato come quello di un guerriero. Non sembrava un umano quando stava combattendo, anche se lo era.
‘Mi sono sbagliata?’
Non pensavo che fossi umano.
La vampira inclinò la testa guardando ancora il volto dell’uomo. Sentì un respiro costante.
Gocce di acqua correvano sul petto abbronzato dell’uomo, fino ai suoi fianchi. L’acqua si stava raggruppando nei suoi addominali saldi e ben definiti.
La donna inclinò la testa come una suricata e ascoltò per rilevare altri segni.
N/T: Il suricato è una mangusta della famiglia degli Erpestidi. N/CH: Sarebbe Timon del Re leone per farvi capire.
Buzz. Tick.
Solo il familiare canto degli insetti poté essere sentito, dall’erba.
Allora trasportò l’uomo sulla sua schiena. Visto che le dimensioni del suo fisico erano più grandi, il corpo era ricurvo su di lei. Poi lo riposizionò e andò direttamente nella foresta… Solo per tornare poco dopo aver preso la maglietta che era caduta a terra.
***
Quando riprese conoscenza, Doyeong, aveva la vista annebbiata. Qualcosa di brillante lampeggiò nei suoi occhi.
La prima cosa che vide fu un mobile fatto di vetri colorati, pietre e conchiglie appeso come cachi essiccati su un tetto di legno. I vetri riflettevano la luce del sole verso la sua posizione.
N/T: Per farla breve, il mobile non è altro che un lampadario o una lampada per il comodino in una versione rudimentale che sfrutta la luce solare per illuminare l’ambiente con la rifrazione.
Era scuro e umido ovunque quindi si chiese per un momento se volesse cucinarlo prima mettendolo dentro un forno, probabilmente per una ricetta che richiedeva il metodo sous vide. La temperatura tiepida riempiva lo spazio grazie all’ombra.
N/T: sous vide significa “sotto vuoto” in francese.
Doyeong scosse la sua testa. La capanna in cui era disteso era vuota e i brillanti raggi del sole brillavano tra le fessure nelle mura di legno, il che gli diceva che era ancora giorno.
‘Dove…’
Entrambi i suoi polsi erano legati con delle funi, anzi, era una grezza treccia di radici di alberi le cui estremità erano legate ad un palo. Una stecca fatta di legno era attaccata alla sua gamba. Stava indossando una maglietta sopra ma sotto indossava solo il suo intimo.
‘Quanto è passato?’
Tutte le ferite erano state curate con metodi primitivi e una ciotola di acqua e cibo era stata messa nella portata della fune. DI fianco a lui c’erano i pantaloni della sua uniforme da combattimento, ben asciutti.
‘La vampira li ha lasciati qui…?’
Come un filantropo che sistemava una leggera gamba rotta, la persona che aveva rotto la sua gamba e l’aveva anche curata sembrava essere la vampira.
‘Perché c’è una vampira su quest’isola disabitata?’
Non aveva davvero fortuna né supporto. Dopo essere riuscito a scappare dai vampiri terroristi, era comunque caduto nella tana di una vampira alla fine.
E non importa dove guardava, la vampira non sembrava essere vincolata dalla legge contro gli assassinii che era stata imposta ai luax in questi giorni. Ci sono parecchi luax che si nascondevano in giungle o sotterranei perché non gli piaceva e forse era una di loro.
‘Comunque…’
Doyeong guardò la sua gamba con una stecca sopra. Anche se lo aveva legato, vedendo che aveva anche guarito le ferite, sembrava che non avesse intenzione di ferirlo, almeno per ora.
In realtà era lui ad averla attaccata per primo. Ma in sua difesa, se qualcuno fosse stato messo in un ambiente poco familiare e avesse notato una presenza pericolosa dietro, non è che avrebbe potuto semplicemente chiedere all’altro gruppo una stretta di mano, giusto?
Ma allora, un pensiero spiacevole lampeggiò nella sua mente.
‘Non dirmi che ha salvato la mia vita così da poter estrarre il mio sangue dopo.’
Come un orso che forniva la bile.
N/CH: Purtroppo nel sud-est asiatico ci sono dei posti chiamati “fattoria della bile” nei quali vengono enormemente allevati e sfruttati gli orsi della luna (orsi tibetani). Sono tenuti in piccole gabbie che non gli permettono di muoversi e subiscono prelievi di bile tramite dei cateteri di metallo che gli vengono impiantati in modo permanente nell’intestino o nella cistifellea. Gli viene prelevata la bile come se avessero un rubinetto. E’ una pratica brutale che li tortura per tutto il corso della loro vita, i poveri animali muoiono per infezioni e tumori, a volte impazziscono dal dolore e cercano di dilaniarsi l’impianto quindi gli vengono limati i denti e strappati gli artigli, a quelli che insistono vengono direttamente amputate le zampe. Questi poveri orsi vengono martoriati quotidianamente, e per cosa? Per Medicinali, vini, shampoo e bevande della fottutissima tradizione asiatica (Corea, Vietnam e Cina).
Doyeong si alzò e guardò la fune che legava il suo polso, tutto mentre dava i numeri.
‘Sto davvero venendo trattato come un orso?’
La fune era abbastanza spessa con cui anche un orso avrebbe potuto esser legato. Questo ovviamente non era qualcosa che un mero umano potesse fare minimamente.
Ad ogni modo, che il suo obiettivo fosse estrarre il suo sangue o qualsiasi altro scopo, la cosa importante era che il vampiro non stesse cercando di ucciderlo immediatamente.
In altre parole, la priorità era scoprire cosa volesse da lui.
Quindi Doyeong decise di aspettare che la vampira tornasse e, nel frattempo, si guardò intorno nella capanna.
C’erano molte alte casse di legno tutt’intorno e tutti i tipi di cose erano piazzate negli scaffali sul muro. Vedendola così, sembrava più una casa di legno che una capanna.
Non era chiaro se fosse stata costruita o meno da qualcuno che sapeva un po’ di architettura, dato che anche se la forma totale era ben catturata, la lacca era piuttosto irregolare.
‘Questo…’
Ad essere precisi, sembrava che fosse stata costruita da ‘qualcuno che non ne sapeva molto di architettura ma che aveva più tempo di chiunque altro per farlo.’
Le leggere ombre disegnate sul pavimento dal mobile di vetro che rifletteva la luce del sole tremolarono lentamente. Lo sguardo di Doyeong si fermò sul soffitto.
Non lo aveva realizzato a prima occhiata ma c’erano così tanti mobili appesi sul soffitto, ognuno con un delicato nodo artigianale, che sembrava un’arte di una tribù primitiva. Avrebbe richiesto molto tempo farli tutti.
Anche il tessuto su cui Doyeong era sdraiato sembrava esser stato intessuto a mano. Non era più così certo che l’espressione appropriata per questo posto fosse tana di un vampiro dato che sembrava più una sciatta ma pulita casa della nonna di campagna.
Doyeong guardò la porta. Passarono alcuni momenti, ma la vampira non apparve.
Perché io scopra le cose, dobbiamo incontrarci.
Si sentiva come del cibo che era stato messo nel forno per poi essere dimenticato.
Alla fine si ricoricò.
***
Creak.
La porta venne aperta attentamente e un paio di pallidi piedi entrarono di soppiatto.
Doyeong era sdraiato con la schiena che fronteggiava la porta come se stesse dormendo. Stava indossando i pantaloni ora.
Solo allora lei entrò ulteriormente con tranquillità e si protese verso la ciotola vuota.
“Voglio dire, non sembra che tu voglia uccidermi.”
Disse Doyeong in quel momento facendo tremare la mano che stava per afferrare la ciotola.
Quando la vampira si girò, Doyeong aveva gli occhi aperti e la stava guardando.
Lei rabbrividì e si ritrasse, quindi corse alla porta.
“Aspetta…!”
Doyeong saltò in piedi e sussultò per il dolore alla gamba.
“Dannazione.”
Doyeong mormorò duramente, il che fece fermare la donna. Allora esitò come se contemplasse sul se andarsene o meno, lo guardò con una gamba ancora in piedi mentre Doyeong si risedeva.
“Come puoi aiutarmi se mi guardi da lì?”
La vampira esitò ancora un po’ prima di avvicinarsi a lui per aiutarlo ad appoggiarsi contro il muro. Doyeong le diede un’occhiata.
“Capisci cosa sto dicendo?”
Lei annuì. Ma finì lì, senza aggiungere una parola. Allora chiese nuovamente.
“Ma perché non parli?”
lei esitò e poi rispose
“Molto tempo… Non parlo…”
La donna aveva una bella voce. Poteva essere descritta con tutti i tipi di espressioni ma sembrava che l’aggettivo ‘bella’ esistesse semplicemente per lei.
‘Non devo essere influenzato dall’aspetto.’
Doyeong si calmò e chiese.
“Come sapevi che potevo parlare francese?”
“Hai detto brutte cose in francese.”
Questo aveva senso.
Lei lo guardò e chiese attentamente.
“tua gamba, fa male?”
“Come potrebbe non far male dopo esser stata colpita così ignorantemente?”
Quando Doyeong si infervorì, lei chiese esitante.
“Sei… Umano?”
“Hey, non è ovvio, signorina vampira? Perché me lo stai chiedendo?”
la ragazza scosse leggermente la testa.
“Mai visto un umano forte come te. Ero sorpresa. Colpito tua gamba. Scusa.”
N/T: la ragazza ha appreso molto tempo prima solo le basi del francese, da qualcuno come vedremo più avanti e non lo parla molto bene, un po’ come alcuni extracomunitari appena arrivati (ma anche madrelingua non molto svegli [N/CH madrelingua bimbiminkia, il traduttore è stato gentile]) quando parlano in italiano.
Doyeong la guardò attentamente. Sembrava una straniera la cui madrelingua non fosse il francese e potesse comunicare solo entro certi limiti. Comunque, era difficile determinare la sua nazionalità dal suo aspetto.
“Da dove vieni?”
Chiese, ma la vampira non rispose. Chiuse semplicemente la bocca e guardò Doyeong, apparentemente non desiderava parlarne.
“Posso sapere il tuo nome?”
Chiese Doyeong cinicamente. Convinto che non avrebbe risposto, ma questa volta la ragazza annuì e disse.
“Camar.”