Codename Vestia - Capitolo 8
Traduzione: A_G_V – Check: SimoDrago
Codename Vestia – Capitolo 8
Doyeong pensò e chiese ancora.
“Quando sei arrivata su quest’isola?”
Ma questa volta Camar non rispose immediatamente e guardò solo il mare, come se stesse guardando nella direzione da cui era venuta.
“Molto tempo fa.”
Un filo di luce passò per i suoi occhi, che stavano guardando l’orizzonte.
“Davvero molto tempo fa.”
I suoi occhi solitamente sciocchi cambiarono improvvisamente, facendola sembrare una persona completamente diversa ma, per qualche motivo, Doyeong la trovava comunque familiare.
Prima che realizzasse qualcosa, Camar si girò e gli offrì il pesce grigliato.
“Mangia.”
Disse con un piccolo sorriso.
Lui non sapeva come poteva essere così simile a un cane. Non il tipo maledetto ma quegli animali adulti e carini.
Poi prese un morso del pesce e lo masticò
“Fai anche il sale?”
Lo aveva chiesto perché l’aveva vista spargere una polvere bianca sul pesce usando un cilindro di legno con un buco.
“Ho bollito l’acqua marina.”
Replicò Camar borbottando mentre si toglieva le lische di pesce dalla bocca. Sembrava aver imparato come purificare il sale. Doyeong mormorò.
“Ma questo non è Robinson Crusoe.”
I vampiri avevano lingue sensibili. Camar non poteva gestire il calore e rosicchiava il pesce a grandi morsi. Aveva già mangiato mzzo pesce in questo modo. Sembrava che nessuno le avesse insegnato a mangiare. Il modo in cui mangiava era terrificante.
Anche se era un po’ esagerato, se era vero che aveva vissuto per 3000 anni, ci dovevano essere la caratteristica arroganza aristocratica di un vampiro dalla lunga vita o la contemplazione, indolenza e aura potente che faceva sentire impotenti, che era solitamente emanata da quelli che marcivano mentre invecchiavano. Definitivamente non starebbero rannicchiati a mangiare patate dolci arrosto.
Anche se fosse un’umana, sembrando e agendo così, nessuno avrebbe pensato che avesse uno status molto alto.
‘Sei davvero nata nel quattordicesimo secolo BC?’
Pensò Doyeong con scetticismo.
Ignoriamo tutto il resto per il momento. Non importa quanto ha dormito, come può il cervello di una vampira che ha vissuto per 3300 anni essere così innocente? Anche se fosse un’umana, sembrerebbe al massimo una venticinquenne.
Anche riconoscendo che era un po’ svantaggiata dato che il suo francese non era perfetto, la sua personalità non si adattava a una vampira che aveva quattro cifre di età. Non è come Dooley che è rimasta bloccata nel ghiaccio.
Dopo un po’ di tempo, Camar aprì la borsa a tracolla simile a uno straccio, tirò fuori i fiori e iniziò a masticarli interi. L’azione era come masticare una foglia di tabacco dopo aver finito un pasto.
Doyeong la guardò e chiese.
“È deliziosa?”
Lo aveva chiesto per curiosità. Doyeong una volta aveva assaggiato il Floss che mangiavano i suoi compagni luax.
Non troppo tempo fa –sono successe molte cose nel frattempo quindi sembra che sia successo anni fa– il Sergente Han lo aveva criticato dicendo che “sembrava di ingoiare ghiaccio fuso e sapeva di mojito ghiacciato mischiato a saccarina”, ma non era davvero così male. Sapeva proprio come l’acqua naturale.
Per farla semplice, c’era un amaro sapore erboso che persisteva sulla punta della lingua ma puzzava di pesce. Il Sergente Han aveva descritto il gusto come mischiare saccarina, una sostanza chimica che non è zucchero, con il mojito ghiacciato.
Ma il suo compagno luax aveva detto che era dolce. Non era davvero dolce se paragonato allo zucchero ma non c’erano altre parole che potevano descriverlo oltre a dolce.
“No.”
Ma Camar scosse la testa.
“…sapore.”
“Ha un bruto sapore?”
Camar annuì.
“Molto.”
Il Floss era delizioso per i vampiri ma i fiori usati come materia prima non lo erano.
“Beh, molti ingredienti non hanno un buon sapore al loro stato naturale.”
Mormorò Doyeong.
Alla fine il fiore stesso non era mangiabile come alimento base. Questo era il motivo per cui i fiori non erano stati usati come sostituti del sangue per molto tempo.
È stato solo dopo aver incontrato la scienza moderna che i fiori poterono diventare l’alimento base dei vampiri.
Doyeong indicò il fiore e disse.
“C’è una cosa chiamata Floss. È fatto raffinando i fiori.”
“Raffinare?”
“È come bollire l’acqua marina per fare il sale. La sintesi organica è un processo più complicato ma, comunque, i vampiri in questi giorni non bevono il sangue e possono vivere bevendo solo quello. Se andassi all’esterno anche tu potresti ottenere il Floss.”
Ma Camar non sembrava comprendere. Mentre stavano parlando, continuò semplicemente a masticare i fiori come se fosse mais da masticare. Quindi Doyeong aggiunse,
“Quindi non dovresti più masticare i fiori disgustosi se uscissi dall’isola…”
Stava per sollevare l’argomento ma Camar guardò i fiori e scosse la testa.
“Va bene. Ci sono abbastanza fiori.”
Era un combattimento il cui finale era stato deciso fin dall’inizio. Questo non si adattava al carattere di Camar che aveva visto finora.
Doyeong aprì la bocca e disse altro ma Camar lo interruppe.
“Vuoi altro pesce, Tenente?”
Allo stesso tempo, si tese con il pesce e lo fece sembrare come se lo avrebbe semplicemente messo in bocca anche se non voleva più mangiare. Sapeva di essere preda di una vampira ma…
L’uomo sospirò.
“Ne ho avuto abbastanza. Teniamo il resto come farebbero gli umani.”
“Ma non sono umana.”
Mentre gli occhi di Doyeong diventavano selvaggi in risposa alla sua replica incurante, Camar ritirò velocemente la sua mano.
“Umm. Ma visto che sei umano, dovremmo tenerlo.”
Doyeong voleva chiedere a qualcuno. Quindi, quale parte di questa vampira sembra aver vissuto per più di tremila e trecento anni?
***
Si sentiva come se fosse ripieno.
Non gli piaceva la sensazione di essere incapace di muovere il suo corpo quindi solitamente non mangiava troppo. Ma qui non c’era niente che dovesse fare immediatamente quindi mangiava quanto poteva pensando che mangiare molto sarebbe stato meglio per il suo recupero.
Al momento era seduto sotto l’ombra di un albero e riposava infinitamente.
Ad un certo punto, fissò con aria assente lo scenario velato e mormorò.
“È caldo.”
“Caldo.”
Camar, che aveva mangiato abbastanza da far rigonfiare leggermente il basso addome, disse di lato.
“È pacifico.”
“Pacifico.”
Dopo essersi seduta per un po’, iniziò ad appisolarsi e iniziò a dormire. A prescindere dalla specie, la pigrizia era una malattia incurabile.
Nuvole frammentate fluttuavano gentilmente nel cielo. Doyeong si chiedeva se sarebbe andato bene per lui essere così ma era vero che non si sentiva molto minacciato visto che il panorama che stava guardando era un paradiso terrestre.
Inoltre, senza l’aiuto di Camar, sarebbe stato difficile fare qualsiasi cosa prima che la sua gamba stesse meglio.
Faceva freddo sotto l’ombra ma l’aria stessa era calda, quindi il sudore gli scorreva sulla schiena, sotto la maglietta.
Dopo essersi svegliato, si sentì a disagiò perché non poteva lavarsi il viso. Doyeong si girò verso la ragazza e disse.
“Devo sciacquarmi. C’è un posto per lavarsi qui?”
Camar aprì gli occhi e si tese verso Doyeong.
“Ti ci porto.”
Quando le afferrò la mano, lei si alzò e lo supportò. Anche se era stata tesa all’inizio, ora era già abile. Come se si prendesse cura di un membro della famiglia che era stato malato per molto tempo.
Camar lo portò attraverso una piccola strada nella foresta, tra i cespugli. Tutte le direzioni sembravano le stesse quindi se gli avessi chiesto se lo avesse trovato da solo la prossima volta, avrebbe potuto non riuscirci, ma Doyeong provò comunque a imprimerselo bene nella mente.
Il motivo per cui aveva deciso di andare in bagno era perché si sentiva scomodo ma, di fatto, era anche per espandere la sua mappa mentale dell’area.
Arrivarono sulla riva del lago. C’era un’atmosfera simile al posto dove Camar lo aveva incontrato per la prima volta. Sembrava solo un po’ più piccolo e privato.
Doyeong si guardò intorno e si sentì come se fosse una fata che era scesa qui per lavarsi. Era ironico che fosse bloccato su un’isola deserta e non potesse godersi niente. Anche così, quando ritornerò a casa, ricorderò comunque questo scenario.
“Lavati qui.”
Gli disse. Però non se ne andò e rimase lì, quindi l’uomo si girò e alzò un sopracciglio.
“Non te ne vai?”
Camar indicò i cespugli.
“Sarò vicina. Chiama se succede qualcosa.”
“Cosa potrebbe possibilmente accadere qui?”
Quando si era guardato intorno prima, questa non sembrava un’isola con bestie pericolose.
“Anneghi.”
Doyeong era sorpreso. Lei non sapeva i tempi linguistici francesi quindi parlava quasi esclusivamente in tempo presente progressivo. quindi sembrava che gli avesse detto di annegare.
Detto questo, naturalmente era perché non lo aveva realizzato dato che aveva ancora quel volto innocente che non sapeva niente. Non sapeva ancora come accettare il suo carattere unico.
“Va bene allora. Non sbirciare.”
“Non sbircio. Perché dovrei?”
Camar lo trattò come una persona strana per averlo detto e scomparve oltre i cespugli. Doyeong scosse la testa esasperato e si tolse la maglietta.
Lei lo guardò come una persona con intenzioni losche, nascosta dietro un albero.
Ma solo perché era preoccupata che lui, con quella gamba, potesse scivolare.
Doyeong, che stava per togliersi i pantaloni, improvvisamente si girò e disse.
“Hey, posso sentire il tuo sguardo.”
Camar si girò velocemente.
“Di cosa stai parlando. Non ho visto niente.”
Era solo un’occhiata veloce per vedere se era un vero umano.
Mentre guardava le foglie, sentì il suono dell’acqua incresparsi per Doyeong entrava nel lago. La vampira si sedette per un po’ quindi mosse le dita dei piedi e si inginocchiò.
Si sentiva strana. Non poteva spiegare come era ‘strano’ ma…
Era la prima volta che vedeva qualcuno che non la temeva. Al contrario, era così intimidatorio che si chiedeva se fosse un vero essere umano.
Ma lui era un umano.
Fino ad ora la sua espressione era principalmente stata cupa, arrabbiata o con le sopracciglia alzate, ma era così espressivo e la bassa voce che aveva sentito era stata piacevole all’udito fin dalla prima volta che la aveva sentita. Era sempre pieno di energia.
Dopotutto i vampiri erano quelli che erano morti una volta. Generalmente erano belli ma parole come esseri oscuri, cubi di ghiaccio azzurrognoli e leggero chiaro di luna sembravano adattarsi meglio. Non potevano produrre la stessa energia lucente emessa da Doyeong.
Anche quando era arrabbiato, era traboccante di energia e quando lo aveva incontrato per la prima volta, lo aveva guardato con ammirazione anche se lo stava spingendo e minacciando sotto la cascata.
“Ho finito.”
Camar riprese i sensi al sentire quelle parole… Avendo finito di lavarsi, Doyeong tornò al suo posto.
Camar stava per dire qualcosa quando notò che il ramo che aveva usato come tutore era bagnato.
“Vuoi cambiare ramo?”
“Certo.”
“Aspetta.”
Allora andò a trovare un ramo che potesse sostituirlo, si sedette di fronte a Doyeong e iniziò a cambiare il tutore.
Mentre Camar si chinava, il suo seno fu leggermente esposto attraverso la maglietta lacera. Doyeong alzò immediatamente lo sguardo e guardò la fronte di Camar come se la trovasse affascinante.
Ad ogni modo, il suo corpo maturo era in contrasto con la sua personalità che era come un foglio bianco. Lo era a tal punto che la riteneva un po’ stupida.
Inoltre, in momenti come questi era così concentrata sulla sua missione, come una persona che stava facendo la cosa più importante al mondo.
Soffiava una brezza fresca insieme al profumo dell’acqua.
Gocce d’acqua caddero dalle punte dei capelli bagnati e disordinati di Doyeong.
Dopo un po’ di tempo, Camar, alzò gli occhi e guardò Doyeong. Attraverso le foglie, i raggi del sole brillavano nei suoi occhi rossi. C’era una strana pulsazione nelle iridi, come se innumerevoli petali rossi fossero impilati uno sopra l’altro.
Doyeong aveva molti compagni vampiri ma non aveva mai guardato gli occhi dei suoi colleghi così profodamente.
Biologicamente i vampiri erano predatori e gli umani erano prede.
Inoltre i vampiri erano predatori specializzati, che mangiavano solo gli umani, nessun altro animale e le due razze non avevano scelta se non essere naturali nemesi. L’istinto impresso nei geni della preda risponde come quando si guarda dritto negli occhi di un serpente, la sensazione di paura scorrerà rendendo il corpo rigido e non sarebbe in grado di girarsi.
La preda, che vedeva una bestia così bella, non poteva neanche pensare di resistergli.
Anche Camar si sentiva strana. Era stranamente conscia del suo mento liscio, del suo collo prominente e delle sue mani che erano sulla roccia. Tensione? Pensò.
Inoltre, gli umani che aveva incontrato non l’avevano mai guardata così. Anche se la guardavano, la guardavano con paura e riluttanza.
Per gli umani poteva essere soltanto due cose, una Dea o un mostro.
Ma per quest’uomo, lei…